Posso chiedere all’azienda per cui lavoro, o all’Inps, il risarcimento dei danni per il ritardato pensionamento?
Può accadere che il datore di lavoro non consenta al dipendente, per qualche ragione, di poter avanzare domanda all’Inps di pensionamento, oppure che sia l’Inps stessa a ritardare una risposta alla richiesta di pensionamento.
In questo caso, si può ricorrere in Tribunale per accertare il diritto ad andare in pensione, ma non solo.
Si può inoltre chiedere il risarcimento dei danni. Per fare questo, bisogna però provare, oltre alla colpa del datore di lavoro o dell’Inps, che il lavoratore ha riportato dei danni non patrimoniali.
Cosa sono i danni non patrimoniali?
Il danno non patrimoniali è quel danno che lede i diritti inviolabili della persona, garantiti dalla Carta Costituzionale. Un danno che colpisce la sfera intima e personale del soggetto e come tale va stimato secondo criteri di uniformità ed equità. Alcuni esempi di danni non patrimoniali sono: il danno esistenziale, il danno morale e il danno biologico.
Nel caso di cui ci stiamo occupando, ovvero il ritardato pensionamento, possiamo ben configurarci un danno di tipo esistenziale.
Cos’è il danno esistenziale?
Il danno esistenziale comprende la lesione degli interessi relativi alla persona e costituzionalmente protetti. Rientra, in tale ambito, ad esempio, il disagio e il turbamento psichico che hanno un’incidenza negativa sulle normali attività quotidiane attraverso le quali si sviluppa la personalità dell’individuo.
Nel caso il lavoratore non riesca ad andare in pensione, lo stesso, al fine di ottenere il risarcimento dei danni, dovrà provare che il prolungamento del rapporto lavorativo abbia portato ad una perdita della situazione di vantaggio oppure impedito o ancora reso più difficile lo svolgimento di alcune attività.
“Il mero ritardo nel pensionamento imputabile al datore di lavoro, non fa presumere una modifica peggiorativa della qualità della vita, e quindi l’automatico risarcimento danni. Per il risarcimento del c.d. danno esistenziale in conseguenza del ritardato pensionamento è necessario dedurre e provare che il fatto di continuare a lavorare abbia comportato la perdita di situazioni di vantaggio o impedito o reso più difficoltoso lo svolgimento di certe attività o che abbia creato aggravio ad altre.”
Corte di Cassazione Civile, Sentenza, 24/02/2020, n. 4886
La risarcibilità del danno non patrimoniale è limitata ai soli casi previsti dalla legge, per essi intendendo sia i casi espressamente previsti da una norma di legge, sia quelli di lesione di specifici valori della persona umana garantiti dalla Costituzione.
In conclusione, posso chiedere il risarcimento dei danni per ritardato pensionamento al datore di lavoro o all’Inps?
Si, a patto che i danni siano effettivamente connessi all’Azienda o all’Ente, che non siano avvenuti fuori e che siano concretamente provabili.
La Sentenza richiamata sopra, ha rigettato il ricorso contenente la domanda per il risarcimento dei danni per il ritardato pensionamento, in quanto la Cassazione ha ritenuto che il lavoratore non avesse provato nel concreto il danno.

